“Si lavori su energia e tasse per le piccole imprese”
Il leader di Dimensione, Stefano Bandecchi, commenta gli ultimi dati Ocse su Il Giornale.
Livornese d’origine e ternano di adozione, un passato da parà della Folgore e un presente da imprenditore, Stefano Bandecchi guida il Comune di Terni e da un osservatorio privilegiato qual è appunto la provincia umbra guarda alla politica economica nazionale con qualche riserva e qualche preoccupazione.
“La guerra in Medio Oriente sta già colpendo i prezzi dell’energia e l’Italia è tra i Paesi più esposti”. Secondo il leader di Dimensione non c’è più tempo. Non si può più rimandare una seria politica energetica. “Dopo il 2022 avremmo dovuto imparare la lezione – ricorda -. Abbiamo fatto qualcosa ma non abbastanza”. Quello che serve è “non essere più vulnerabili”.
“Nucleare di nuova generazione, rinnovabili, rigassificatori: tutto sul tavolo, senza ideologie e senza ulteriori perdite di tempo”. Se si obietta che come programma ricalca quanto sta portando avanti il socialista Sanchez in Spagna Bandecchi replica senza esitazione: “Lì hanno iniziato a investire molti anni prima dell’Italia beneficiando di condizioni e tempi che qui da noi oggi non abbiamo. Inoltre il 20% dell’energia spagnola è garantita dal nucleare”.
Altro punto essenziale della sua visione economica è la protezione delle piccole e medie imprese che Bandecchi considera “la spina dorsale della nostra economia”. Servono “garanzia sul credito e semplificazione amministrativa”. Contestualmente, dice, bisogna mettere mano a un taglio “strutturale e permanente” del cuneo fiscale. “Gli stipendi italiani – spiega – sono fermi da vent’anni in termini reali. Non è una questione di destra o sinistra: è una questione di giustizia e competitività”.
Da qui l’appello al governo per una reazione forte, anche di fronte agli ultimi dati dell’Ocse. “Le stime di crescita dell’Italia – ricorda Bandecchi – sono dello 0,4% per il 2026 e il ministero dell’Economia avverte che se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi gli effetti negativi sulla crescita potrebbero estendersi ben oltre il breve periodo. Una crescita che non basta a dare risposte a chi lavora, a chi produce, a chi ogni mese fa i conti con una busta paga ferma e bollette che salgono”.
