Sui suoi canali social, Bandecchi commenta la crisi migratoria di Ceuta e coglie l’occasione per rilanciare la sua proposta sulla cittadinanza: niente arrivi irregolari, rimpatrio entro 24 ore per chi non ha un permesso regolare, e un percorso di dieci anni di lavoro e tasse pagate prima di poter accedere alla cittadinanza italiana — con l’esplicito divieto di ricongiungimento familiare.
«Migliaia di migranti clandestini, pur se bravi ragazzi, clandestini, arrivano in Spagna. Perché? Perché la Spagna ha riconosciuto tutti i migranti sul suo territorio e li ha fatti diventare spagnoli, quindi europei. Ora, la Spagna, nella sua autonomia, se non fosse europea, potrebbe decidere quello che gli pare, ma siccome è europea ha fatto una bella cazzata.
La mia proposta, è molto semplice. Così saremo invasi e non resterà niente della nostra cultura. Chi scappa dalla propria casa, dalla propria terra, vuol dire che sta male. Se stava bene non scappava, scegliendo noi perché la nostra civiltà è superiore ed è migliore. Tuttavia, se la nostra civiltà verrà e inquinata dalle usanze e da modi degli altri diventerà peggiore».
Da queste premesse muove la proposta di Bandecchi in tema di ottenimento della cittadinanza:
«Non possiamo accettare arrivi abusivi e irregolari. Togliamoci la testa che si arrivi con barconi, biciclette. Bisogna arrivare con il permesso regolare. Chi arriva con un permesso irregolare deve essere riportato a casa entro 24 ore, dopo essere stato preso in cura e nutrito. Per chi arriva invece regolarmente, dopo dieci anni di lavoro e tasse pagate, si potrà accedere al percorso per ottenere la cittadinanza, giurando piena fedeltà all’Italia, alle usanze italiane e alla mentalità europea. Per il primo periodo di dieci anni, non si potrà portare qui nessuno dei propri parenti»