Da Libero Quotidiano di oggi.
Cerco un centro di gravità. La corsa verso le elezioni politiche ha spiegato la sue ali, ma in una politica così frammentata, ma soprattutto così polarizzata all’appello non manca qualcuno? O meglio qualcosa?
Eccolo il centro, la corrente definita negli ultimi decenni moderata, che riporti in mezzo le questioni della Nazione. E allora questa corrente arriva e infrange il suo flusso sulle coste della politica. Così con Stefano Bandecchi, che ha dato vita quest’anno al suo movimento denominato “Dimensione Bandecchi”, abbiamo ragionato per vedere la sua rotta in vista della
prossima tornata elettorale.«All’Italia serve un vero centro, liberale e pragmatico, che dia stabilità a un sistema tirato da una parte da Conte e dall’altra da Vannacci. Noi guardiamo a destra e non lo nascondo», ci dice senza mezze misure Bandecchi. «Lì stanno i valori dell’impresa e della sicurezza. Ma le cose, prima di essere di destra o di sinistra, sono giuste o sbagliate». E allora quale può essere la soluzione? «Serve un centro serio capace di parlare all’elettore riformista».
Ovvero? «Quello che su Kiev non tratta e il nucleare lo farebbe domani», quindi quello capace di udire la voce e lo spartito liberale. «Nel campo largo- continua Bandecchi -quell’elettore non ha più casa», tranchant.«Serve al centro un
programma realizzabile» e lo fa chiedendo una spinta in più al governo in carica.«Quello di Giorgia Meloni è il governo più longevo della storia repubblicana, ma con tutta questa stabilità poteva e doveva fare di più. Lo dico da uomo di centrodestra». Ma le chiavi di volta? Ovvero quali devono essere la basi da cui partire per costruire il progetto centrale e di centro del domani? Partiamo da Vannacci. «Tra le idee vannacciane non ci sono proposte realizzabili, non ne ho sentita una, e nemmeno un’indicazione su dove troverebbe i soldi per quello che promette: solo slogan e rancore e con gli slogan non si governa. Se entra nel centrodestra, il centrodestra è finito».
Sull’Ucraina? «Le posizioni in politica estera devono essere chiare e forti. Sia Kiev e non Mosca il nostro interlocutore».
Il messaggio è lanciato. «Chi vuole ragionare così, da qualunque parte venga, sa dove trovarci», firmato Bandecchi.