Stefano Bandecchi commenta in un video sui social la notizia dello stop deciso dagli Emirati Arabi Uniti ai finanziamenti per gli studenti che scelgono di iscriversi alle università britanniche. Una decisione motivata, secondo le autorità emiratine, dal timore che i giovani possano entrare nella sfera di influenza dei Fratelli Musulmani.
“Non sarà sfuggito a nessuno che gli Emirati non danno più le borse di studio agli studenti che nascono negli Emirati per iscriversi alle università inglesi. Questa non è una scelta loro, ma il problema è il rischio. Il rischio islamizzazione”, afferma Bandecchi.
Secondo il leader politico, si tratta di un segnale estremamente serio che dovrebbe far riflettere anche l’Europa. “Questa è una cosa estremamente grave, diciamo per noi italiani, per noi europei. Ci dovrebbe far capire che addirittura, secondo il mondo arabo, l’islamizzazione di una nazione, di alcuni centri di istruzione, è grave, gravissima”.
Bandecchi insiste sul fatto che proprio il giudizio proveniente da Paesi musulmani renda la questione ancora più significativa. “Al punto tale che dei musulmani differenziano l’islamizzazione da altro”, sottolinea, rimarcando la distinzione tra fede religiosa e progetto politico radicale.
Da qui l’appello diretto alle istituzioni italiane. “Ecco che io chiedo al governo italiano e a tutte le forze politiche di buona volontà di fare una legge precisa”, dice Bandecchi, spiegando che l’obiettivo dovrebbe essere quello di tutelare la laicità dello Stato.
“È possibile accettare qualsiasi cosa che sia vicino all’islam, ma prendere una netta posizione di differenziazione . Purtroppo va fatta una dichiarazione precisa di non sentirsi islamico, ma musulmano”, afferma, collegando il tema all’identità occidentale.
Nel suo intervento Bandecchi richiama esplicitamente il principio della separazione tra Stato e religione. “Dato che oggi sei in Occidente, devi guadagnare quella regola così bella, così antica, greca, che è parte integrante della democrazia: lo Stato non deve assolutamente essere coinvolto da nessuna religione”.
“La parola che definisce uno Stato democratico è una parola bellissima: laicità”, prosegue. “La democrazia è così bella, ma ha bisogno di laicità. Se non sei laico non puoi vivere in uno Stato democratico”.
Il discorso si chiude con una condanna netta dell’islamismo come ideologia politica. “Perché l’islamismo è peggio della peste. Nasce come globalizzazione di un regime che porta a una legge che è la Sharia, ora e sempre”.