CRUCIANELLI/REST EDIL, DI LIBERTI : «IL LAVORO È DIGNITÀ. NON LASCEREMO SOLI I LAVORATORI E LE LORO FAMIGLIE»
Il Segretario Nazionale: «Anche dagli Stati Uniti seguo quanto accade in Italia. La protesta sulle gru è un grido d’allarme che la politica ha il dovere di ascoltare. Servono risposte concrete, non promesse».
Anche a migliaia di chilometri dall’Italia, dagli Stati Uniti, continuo a seguire con attenzione e preoccupazione le vicende del nostro Paese. Ci sono situazioni davanti alle quali la distanza non conta, perché riguardano la dignità delle persone, il diritto al lavoro e la serenità di intere famiglie.
La crisi che coinvolge Crucianelli/Rest Edil, i suoi lavoratori e l’intero indotto rappresenta un’emergenza sociale che non può essere sottovalutata né affrontata con superficialità.
La protesta dei lavoratori saliti sulle gru è un segnale drammatico, che impone a tutti noi una riflessione seria. Quando una persona arriva a mettere a rischio la propria incolumità pur di essere ascoltata, significa che siamo di fronte a una situazione che richiede attenzione immediata e risposte credibili.
Secondo le cifre riportate, sarebbero circa 250 i dipendenti direttamente coinvolti e altre 600 le persone interessate nell’indotto, con lavoratori che denunciano il mancato pagamento degli stipendi da agosto. A questo si aggiunge il blocco di oltre 80 cantieri a Tolentino e le criticità che interessano anche Macerata, compreso il cantiere del Palazzo delle Monachette.
Dietro questi numeri non ci sono semplici statistiche: ci sono uomini e donne che hanno lavorato, famiglie che devono pagare mutui e bollette, genitori che devono garantire un futuro ai propri figli e persone che chiedono soltanto certezze.
Come Segretario Nazionale di Dimensione – Bandecchi Presidente, ritengo indispensabile che si apra immediatamente un confronto tra istituzioni, soggetti coinvolti e rappresentanze dei lavoratori, con obiettivi precisi: fare chiarezza sulle retribuzioni non corrisposte, individuare strumenti concreti per tutelare i dipendenti e l’indotto, comprendere come superare il blocco dei cantieri e fornire tempi certi sul futuro delle attività.
La ricostruzione non può trasformarsi in un ulteriore fattore di precarietà per chi lavora e per le comunità che attendono il completamento delle opere. Occorre tutelare l’occupazione, salvaguardare le imprese coinvolte e verificare ogni possibile soluzione, nel rispetto delle regole e delle responsabilità che dovranno essere accertate nelle sedi competenti.
Desidero esprimere la mia piena solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, condividendo l’impegno del nostro segretario regionale, Larry Cesanelli, affinché questa vicenda resti al centro dell’attenzione e si traduca in un’azione concreta sul territorio.
La politica non può limitarsi a commentare le emergenze quando esplodono. Deve avere la capacità di ascoltare prima, intervenire tempestivamente e verificare che agli impegni assunti seguano risultati reali.
Non possiamo accettare che la disperazione diventi l’unico strumento per ottenere ascolto. Nessuno dovrebbe essere costretto a mettere a rischio la propria vita per chiedere uno stipendio o conoscere il proprio futuro.
Dimensione sarà al fianco di chi chiede lavoro, dignità e risposte. Non per alimentare polemiche, ma per contribuire a individuare soluzioni e pretendere che le istituzioni facciano fino in fondo la propria parte.
Perché dietro ogni lavoratore c’è una persona. Dietro ogni persona c’è una famiglia. E dietro ogni cantiere fermo c’è una comunità che aspetta di ripartire. Il lavoro non è una concessione. È dignità, sicurezza e futuro. E su questo non possiamo permetterci di arrivare troppo tardi.